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Macro outlook

La visione strategica del CIO: costruire valore duraturo in un mercato ossessionato dall’immediato

Saira Malik
Chief Investment Officer
Vista verso l'alto verso i moderni grattacieli di vetro

Gli investitori istituzionali più lungimiranti non si illudono di anticipare ogni movimento di mercato: la loro forza risiede nella capacità di interpretare e cavalcare i grandi cambiamenti epocali. Investono con la piena consapevolezza che il valore delle loro scelte sarà misurato dalle generazioni future e dagli stakeholder che ne beneficeranno.

In un’epoca dominata da mercati iper-reattivi e volatilità del sentiment, una ricerca del TIAA Institute1 (condotta in collaborazione con Nuveen) ha interpellato i responsabili degli investimenti per comprendere come orientarsi tra le sfide e le opportunità dell’investimento di lungo periodo. L’analisi ha identificato le forze strutturali interconnesse che definiranno il successo degli investitori istituzionali nei prossimi anni.

Questo documento esplora le implicazioni concrete di questi macro-trend per la gestione dei portafogli assicurativi, ribadendo un principio fondamentale: in un contesto sempre più orientato al breve termine, disciplina e diversificazione non sono più solo buone pratiche—sono requisiti di sopravvivenza.

Dalla globalizzazione alla frammentazione: la diversificazione sarà fondamentale

Il consensus post-seconda guerra mondiale che ha facilitato la globalizzazione si sta frammentando in blocchi regionali e accordi bilaterali. L’imposizione di dazi, le conseguenti ritorsioni, la localizzazione delle catene di approvvigionamento e altre iniziative di near-shoring stanno cambiando i modelli commerciali. Tutto ciò sta aumentando la volatilità dei mercati, i costi dei fattori produttivi e i rischi specifici dei singoli paesi.

Con l’aumentare della frammentazione, la ricerca ci dice che i CIO prevedono che i premi di rischio paese diventeranno molto più rilevanti, anche per i mercati sviluppati ben consolidati. La resilienza del portafoglio richiederà quindi una ricerca più approfondita e dettagliata sulla geopolitica e sulle condizioni economiche e di mercato locali. Ciò include il riesame delle garanzie istituzionali per i contratti di debito e i diritti di proprietà, al fine di comprendere i nuovi rischi e come gestirli.

Anche le correlazioni e i comportamenti delle varie asset class derivati dall’analisi delle serie storiche potrebbero non essere più applicabili in questo panorama in evoluzione. La diversificazione tra paesi, regioni e tipi di asset continuerà a essere fondamentale per raggiungere gli obiettivi di investimento a lungo termine, ma gli investitori dovrebbero rivalutare i modelli che si basano su relazioni derivate storicamente.

L’inflazione strutturale ridefinisce il ruolo strategico degli asset reali in portafoglio

In uno scenario caratterizzato da inflazione persistente e volatilità accentuata, gli investitori istituzionali devono bilanciare due esigenze critiche: generare rendimenti adeguati e preservare il potere d’acquisto del capitale. Gli asset reali—immobiliare e infrastrutture in primis—rispondono a questa doppia necessità grazie a flussi di cassa contrattuali di lungo periodo, spesso indicizzati all’inflazione.

Un vantaggio strutturale che li rende complementi naturali per portafogli assicurativi orientati al lungo termine. Naturalmente, questa protezione ha un prezzo: minore liquidità e profili di rischio che richiedono competenze specifiche nella selezione e gestione.

Gli investimenti alternativi entrano nell’asset allocation strategica: più accessibili, più diversificati

II mercati privati sono ormai considerati componenti irrinunciabili dai responsabili degli investimenti che gestiscono portafogli esposti a rischi complessi e multidimensionali. Per gli investitori istituzionali, questo universo offre la possibilità di costruire soluzioni su misura che integrano parametri specifici di rischio-rendimento e consentono una gestione mirata dell’esposizione a fattori critici: dalle tensioni geopolitiche alle dinamiche ambientali, fino alle disruption tecnologiche. Strategie di questo tipo rappresentano canali privilegiati per partecipare alla transizione energetica, allo sviluppo delle infrastrutture digitali e ad altri megatrend strutturali.

L’ampliamento della base di capitale allocata ai mercati privati sta già generando un’evoluzione nell’offerta: dalle soluzioni istituzionali altamente personalizzate fino a veicoli collettivi pensati per investitori individuali qualificati. Questa democratizzazione, tuttavia, porterà inevitabilmente a un rafforzamento della supervisione regolamentare— un’evoluzione che gli investitori più preparati stanno già anticipando nelle loro strategie di governance.

I pro e i contro di investire e utilizzare l’intelligenza artificiale

Il parere condiviso dai CIO è che la rivoluzione dell’IA stia già iniziando a rimodellare l’economia globale e le pratiche di gestione degli investimenti, ma in questa fase iniziale non è ancora chiaro chi saranno i vincitori e chi i perdenti. Un certo scetticismo è giustificato, poiché le prove empiriche dei guadagni di produttività dell’IA sono scarse e gli effetti sul mercato del lavoro e sulla distribuzione del reddito sono incerti. Tuttavia, la storia ci insegna a non sottovalutare le tecnologie trasformative solo perché i rendimenti iniziali sono difficili da quantificare.

Gli investitori devono essere selettivi e diversificare quando sostengono progetti di AI e infrastrutture digitali. Dato il rischio di obsolescenza di una tecnologia in così rapida evoluzione, devono trovare un equilibrio tra la fornitura di capitali a lungo termine e investimenti in grado di adattarsi alle mutevoli esigenze tecnologiche.

Nel campo della gestione degli investimenti, l’intelligenza artificiale sembra integrare, anziché sostituire, il processo decisionale umano. Gli investitori più esperti stanno sperimentando l’intelligenza artificiale, riconoscendone il potenziale trasformativo in termini di miglioramento dell’analisi dei dati, automazione delle attività di routine e offerta di prospettive diverse. Tuttavia, permangono interrogativi circa la responsabilità, l’affidabilità e la trasparenza del suo utilizzo.

Sostenibilità: da dibattito ideologico a leva di gestione del rischio

Le posizioni sulla sostenibilità rimangono eterogenee, con marcate differenze geografiche e culturali. Eppure, la stragrande maggioranza dei responsabili degli investimenti ha ormai integrato i criteri ESG nel processo decisionale, riconoscendone la duplice natura: fonte di rischio da mitigare e opportunità da cogliere.

L’applicazione più immediata riguarda la valutazione dei rischi normativi, di transizione energetica e climatici fisici, oltre all’identificazione precoce di asset destinati a perdere valore (stranded assets). Ma gli investitori istituzionali più evoluti adottano una visione sistemica della sostenibilità, che va ben oltre la compliance ambientale.

Questo approccio strategico integra fattori geopolitici—come la sicurezza nell’approvvigionamento di materie prime critiche—, dinamiche sociali quali l’accessibilità abitativa e la tenuta dei sistemi sanitari, e la resilienza complessiva delle economie in cui si investe. Allocando capitale paziente verso la soluzione di sfide strutturali, gli investitori istituzionali non solo costruiscono portafogli più resilienti per le generazioni future: lo fanno senza rinunciare a rendimenti competitivi.

L’imperativo della responsabilità: non solo oggi

Nel discutere il valore degli investimenti istituzionali, i CIO hanno riconosciuto che la responsabilità delle loro decisioni non è solo una questione attuale, ma una considerazione a lungo termine. La capacità di investire su un arco temporale di decenni impone agli investitori istituzionali la responsabilità di provvedere alle generazioni future. Tale responsabilità richiede agli investitori di essere in grado di spiegare e giustificare le decisioni di allocazione agli stakeholder, che includono non solo i clienti, ma potenzialmente anche le autorità di regolamentazione, i politici e il pubblico in generale. Per rafforzare la fiducia e la credibilità, gli investitori dovranno probabilmente migliorare la trasparenza e comunicare maggiormente le loro azioni.

Disciplina e diversificazione sono costanti in un mondo che cambia

La conclusione principale è che la disciplina e la diversificazione, che sono sempre state fondamentali per gli investitori istituzionali, rimangono costanti nel nostro mondo in continua evoluzione. Un investimento di successo a lungo termine richiede un approccio ponderato, strutturato ma anche flessibile, per rispondere ai rischi e alle opportunità emergenti.

Punti chiave del report del TIAA Institute

Scarica la ricerca

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Note Finali
Fonti

Patient capital in impatient times, The TIAA Institute, discute gli obiettivi e le sfide a lungo termine degli investitori istituzionali. L’istituto ha condotto ricerche e interviste su una vasta gamma di investitori istituzionali a livello globale (che rappresentano istituzioni quali compagnie assicurative, fondi sovrani, fondi pensione e piani pensionistici a contribuzione definita con sede negli Stati Uniti, in Europa, Australia e Asia), accademici e altri esperti in materia.

Il presente materiale è fornito a solo scopo informativo e può subire modifiche in risposta alle mutevoli condizioni economiche e di mercato. Il presente materiale non intende costituire una raccomandazione o un consiglio di investimento, non costituisce una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di titoli e non è fornito in qualità di fiduciario. Le informazioni fornite non tengono conto degli obiettivi o delle circostanze specifiche di alcun investitore particolare, né suggeriscono alcuna linea di condotta specifica. I professionisti finanziari dovrebbero valutare in modo indipendente i rischi associati ai prodotti o ai servizi ed esercitare un giudizio indipendente nei confronti dei propri clienti. Alcuni prodotti e servizi potrebbero non essere disponibili per tutte le entità o persone. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri.

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